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Sapa di Miele

Conosciuta con il nome di “Abba e mele“, “Saba di mele“ o più comunemente sapa di miele, è un condimento dalle origini molto antiche. Inizialmente era utilizzato come sottoprodotto della “spremitura” del miele; questo perché 50 anni fa, il favo che conteneva il miele era un tutt’uno con il nido e veniva strappato con le mani dal bugno rustico oppure tagliato con una lama più o meno affilata. I favi venivano raccolti in un catino di metallo o di sughero e portati a casa, dove venivano spremuti dalle donne della casa con il miele che veniva estratto e raccolto in vasi. Questo, ovviamente, prima dell’introduzione dei moderni alveari razionali da apicoltura. La cera raccolta veniva lavata con dell’acqua fresca che, concentrata a fuoco lento e aromatizzata con delle arance o melocotogno, dava origine proprio alla sapa di miele.

La sapa di miele rappresentava un cibo prezioso ai quei tempi, un alimento che forniva un carico energetico notevole per chi lavorava tutto il giorno in campagna; esso insaporiva i piatti tipici della cucina rustica, come le zuppe di ceci e castagne, i fagioli lessati e le verdure cotte.
In Sardegna la sapa di miele è considerato il classico pane degli sposi, condito con o senza frutta secca. Gustoso sui formaggi freschi, sulla polenta grigliata, o per accompagnare dolci e gelati.